mercoledì 2 maggio 2007

Piazza Santo Stefano





Appena posso, mi piace recarmi a Piazza Santo Stefano, in centro a Bologna, per rimanere un po' lì ad osservare e a pensare. E' la mia piazza preferita: se piazza del Nettuno e piazza San Petronio, insieme alle Due Torri, sono l'immagine più nota ai visitatori di questa città, piazza Santo Stefano rappresenta un po' il cuore segreto di Bologna. Se da un'altra parte (a piazza San Petronio) c'è la chiesa dedicata al patrono, qui si conservano le sue reliquie. In questa parte della città, il fasto e la grandiosità lasciano il posto all'intimità.
Un pezzo di storia di Santo Stefano è legata ai Longobardi. Bologna cadde in mano ai Longobardi, guidati dal loro re Liutprando, nel 727. Lo scontro fra l’imperatore iconoclasta Leone III e la chiesa di Roma scoppiò nel 727. Il papa Gregorio II chiese allora aiuto ai Longobardi (padroni del nord della Pianura Padana) guidati da Liutprando, che intervennero contro l’esarca sottomettendo diverse città bizantine dell’Emilia, tra cui Bologna. I Longobardi fecero di Bologna non più di un centro militare.La loro presenza è testimoniata in particolare dalla cosiddetta “Addizione”: un gruppo di edifici fortificati, sorti a ridosso della prima cerchia muraria tra le attuali Strada Maggiore e Via Castiglione. Questi edifici, che comprendevano in pratica anche il primo nucleo del complesso di Santo Stefano, erano orientati verso la costa Adriatica e avevano il compito di difendere la città da eventuali attacchi provenienti da Bisanzio. Il centro dell’insediamento dei Longobardi fu dunque S. Stefano dove molti di loro si fecero seppellire e dove ancora esiste un “catino” che reca nel bordo un’iscrizione risalente al tempo in cui al re Liutprando si era associato nel regno il nipote Ilprando. Un’altra caratteristica è rappresentata dall’andamento di tipo circolare delle strade dovuto all’installazione, da parte dei Longobardi, di apprestamenti difensivi a semicerchio e trasversalmente alle strade che uscivano da Porta Ravegnana. La zona bolognese che fu maggiormente longobardizzata appare quella orientale, mentre quella occidentale cade in stato di abbandono (“civitas rupta”). E potrebbe essere che la differenza notata da Dante Alighieri (De vulgari eloquentia 1,9,4) fra il dialetto del borgo di S. Felice e quello di Strada Maggiore risalga allo stanziamento longobardo e al diverso ritmo di popolamento che si ebbe fra le due parti orientali e occidentale della città.
Meno di trent'anni dopo la conquista longobarda, nel 755 Pipino il Breve sconfiggendo il re Alfonso si impadroniva della città e la consegnava al Papa Stefano II.
E’ bello per me rimanere qui seduto a pensare e ad osservare, magari in una tranquilla domenica pomeriggio, osservare, mentre siedo, le persone che passano, immaginare dove vanno e da dove vengono, immaginare le loro vite.

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