lunedì 25 giugno 2007

Pensieri, riflessioni, carteggi, saggezza...


In occasione della mostra dedicata al pittore bolognese Nino Bertocchi, organizzata presso la Casa Saraceni di Via Farini a Bologna e curata da Beatrice Buscaroli Fabbri, è stato distribuito un libricino che racchiude 5 significative lettere che nel periodo della Resistenza il pittore scrisse ad alcuni amici sfollati e a Giacomo Manzù. Una di queste lettere è la mia preferità e racchiude in sé alcuni passaggi che ora andrò parafrasando. Bertocchi fa riferimento alla situazione di lotta quotidiana ed anarchia causata dalla guerra civile, con gli sforzi di nervi della povera gente perennemente intenta a salvare la propria pelle. Riporto testuale una delle frasi del corpo della lettera: "Eppure, a volte, si vorrebbe non essere così legati alla nostra «pazzia», esser più liberi e più disperati: tanto da poter buttarsi in un'azione capace di vendicare tutto il dolore che strazia gli uomini."
Bertocchi, riferendosi a Manzù, evoca una sorta di figura mitica di santo moderno predicatore nel deserto. Il suo verbo, le sue parole, non sono ascoltate da tutti, comprensibili a tutti, ma poco importa, l'obiettivo è già raggiunto se nel deserto si incontrerà qualche eremita che ascolterà e farà tesoro di ogni parola.
Nel terrore e nel silenzio prodotti dalle macerie causate dai bombardieri di guerra, nella tragedia quotidiana del vivere sul filo di un rasoio, l'artista sensibile spera che l'Italia risorga ben presto dalle sue macerie, e nel frattempo cerca di trovare pace e conforto nella limpidità di certe mattinate appenniniche e nel silenzio di forre lontane dalle strade battute dagli uomini.
L'immagine allegorica della predica al deserto nella speranza che qualcuno ascolti mi ha fatto tornare alla mente un proverbio africano e due frasi di due personaggi storici del XX secolo che racchiudono tutta la speranza per una soluzione ai problemi che attanagliano il pianeta e l'umanità: la tutela e il rispetto dell'ambiente, il no alla guerra portatrice di carestie, distruzione, odio e morte, guerra che fa solo gli interessi di ricchi cosmocrati, e infine una speranza per la pace e la non violenza.
Il proverbio africano recita: "Dai alla terra, e la terra ti darà"; John Fitzgerald Kennedy disse: "L'umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all'umanità"; Gandhi disse: "Per praticare la non violenza bisogna essere intrepidi ed avere un coraggio a tutta prova".

1 commento:

Claudio Verri ha detto...

Tu hai la generosità, il pacifismo, il coraggio.
Io un mucchio di soldi e interessi in quasi ogni angolo del mondo.
Chi vince?

Hai presente il film con Alberto Sordi, finchè c'è guerra c'è speranza, ricordi come finisce?

:-P