sabato 25 agosto 2007

Status quo


La voce impotente e disperata dei popoli dei Paesi del Terzo Mondo tenta ancora, dagli anni della decolonizzazione, di rendersi udibile.
Il terzo canale della TV nazionale ci ripropone, attraverso Blob, immagini di repertorio degli anni rivoluzionari (il '68 e il '77) dei grandi movimenti giovanili ed operai, quando sembrava che i vecchi tabù e le antiche ed obsolete usanze della società avessero raggiunto il loro traguardo. Guardo le immagini che scorrono di questa grande utopia da persona che quegli anni non li ha vissuti e mi interrogo su cosa sia rimasto ora di ciò che non voleva rapporti con la prepotenza e la prevaricazione del potere, di coloro che volevano cambiare il mondo senza sangue né guerra.
Ha ancora un'efficace incidenza continuare ad affrontare gli orrori e farne denuncia presso una società sazia, indifferente, disperata?
Continuiamo a prendere nota della sopraffazione e dello sfruttamento, ci schieriamo dalla parte dei deboli, individuiamo negli Stati Uniti una politica aggressiva e prevaricatrice e negli interessi delle multinazionali la causa della destabilizzazione del mondo e del suo assoggettamento all'implacabile ed ingiusto predominio del denaro. Dovremmo iniziare a rimproverarci la nostra sordità e il nostro essere stati ciechi di fronte ad avvenimenti che ci parlavano del mondo nel quale ci troviamo a vivere oggi, in questo Terzo Millennio sempre più instabile e bellicoso.
Il Tribunale Russell, negli anni '70, concentrando il suo lavoro sulla situazione dell'America Latina, ci aveva già informato trent'anni prima di Jean Ziegler col suo libro "L'impero del male" su un mondo al limite dell'incredibile per il carico di dolore, morte e disperazione che l'intreccio degli interessi economici e politici stava provocando (e continua a provocare)in America Latina, vero e proprio laboratorio della negazione dei diritti fondamentali. Una vignetta un tempo recitava: "Il mondo è rotondo, non puoiscappare". E' vero, non ci si deve illudere. Ma neanche rassegnarsi, per evitare di passare dall'entusiasmo allo scoramento, dalla passione all'indifferenza, dalla solidarietà alla solitudine.
"...Poche volte siamo riusciti a guardare qualcosa dritto davanti a noi senza che un rasoio o un coltello non venisse a svuotarci gli occhi.", recita un personaggio di un racconto di Julio Cortázar. Alcuni dei più eminenti scrittori del Novecento animati da passione ed attivismo politico avevano ricercato una "rivoluzione della letteratura e del linguaggio" che prendesse le mosse per divenire rivoluzione dei mondi, rivoluzione di tutti. Che cosa è cambiato? Le multinazionali continuano ad organizzare per il proprio tornaconto il saccheggio di qualsiasi tipo di risorse nei Paesi in via di sviluppo e la violazione dei diritti fondamentali dell'uomo che accompagna tale saccheggio. E' loro intenzione, e fa parte della loro strategia, impedire che i Paesi in via di sviluppo crescano economicamente e siano gestiti dai rispettivi popoli, sui quali cercano invece di avere un dominio totale. Gli Stati Uniti e le oligarchie locali sono autori del saccheggio e della violazione dei diritti, della strategia e della conseguenze che ne derivano. Tutti questi aspetti danno luogo a violazioni specifiche: del diritto dei popoli all'autodeterminazione, del diritto a disporre delle proprie ricchezze naturali, del diritto alla non ingerenza nelle questioni interne, del diritto al progresso economico, sociale e culturale, del diritto a prendere pienamente parte al processo e ai vantaggi dello sviluppo, del diritto a scegliere liberamente il proprio sistema economico e sociale, del diritto ad un prezzo giusto ed equo per le materie prime, del diritto a riacquistare la propria sovranità permanente sulle risorse naturali, del diritto e del dovere di ogni Statodi di eliminare il neocolonialismo e qualsiasi altra forma di occupazione e di dominio, e anche le loro conseguenze economiche e sociali.
Tutti questi diritti sono stati proclamati dalle Nazioni Unite e costituiscono nel loro insieme un sistema coerente di diritto internazionale.
Ma sappiamo bene anche che la cosmocrazia che poggia sul dominio e lo sfruttamento delle economie, per poter continuare a vivere deve necessariamente autoalimentarsi con qualcosa di più subdolo ed insinuante: il dominio e la gestione della veicolazione delle informazioni. Continuano ad esserci popoli sottomessi ogni giorno al lavaggio del cervello basato sulla tecnica più moderna dell'imperialismo che cerca e molte volte riesce a raggiungere una deformazione sistematica dei valori morali e storici più essenziali. Molti popoli ricevono una propaganda ed un indottrinamento con lo scopo di convincerli che non solamente sono popoli sovrani, ma che possono e devono prescindere da ogni punto di vista che provenga dall'esterno. Enormi moltitudini vengono così ingannate e condizionate.

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